Ciao Ragazzi! sono arrivato a Panama! L’attraversata in barca a vela e’ stata veramente una bellissima esperienza! Sicuramente un po’ cara! Ma e’ la soluzione migliore per passare il confine tra Colombia e Panama! Non tutti sapranno che il confine tra i due stati e’ impenetrabile via terra, a meno che non siate dei camicaze! La panamericana che percorre tutto il continente si interrompe da entrambi i lati e le piste che attraversano la giugla sono sconsigliatissime da tutti, oltre ad essere difficili e consigliano l’utilizzo di guide esperte! Il Darien, il territorio a cavallo tra i due confini e’ considerato terra di nessuno! Si possono fare incontri di militari, paramilitari e narcotrafficanti. Quindi oltre a non esserci strade, la compagnia non e’ delle migliori! Cosi’ ho cercato le alternative, direi che l’attraversata in barca a vela da Cartagena a Porvernir, che e’ un isola dell’arcipelago di San Blas, sia la soluzione con il rapporto migliore prezzo/sicurezza e a questo punto dopo averla fatta direi anche bellezza!! Le altre alternative? Vediamo… La soluzione camicaze l’ho scartata subito, cercare di passare via terra non mi e’ nemmeno passata per la mente! Mi suggerivano una soluzione piu’ economica, ma non so di quanto?! Era quella di avvicinarsi al confine via terra il piu’ possibile, e gia’ qui mi puzzava, arrivare ad una cittadina sulla costa, Turbo, e qui prendere una lancia che mi portasse sul confine a Supzurro. Da qui una lancia mi avrebbe portato a Puerto Obadia,nello stato di Panama, dove c’e’ anche un piccolo aeroporto che avrei potuto utilizzare per arrivare a panama, perche’ quella zona e’ cmq Darien, non c’e’ nulla e la compagnia nella giugla e’ sempre la stessa… Magari si poteva prendere altre lance per arrivare piu’ a ovest dove poter prendere un bus o un altro mezzo per arrivare piu’ vicino possibile a Panama city. Quindi anche questa soluzione l’ho scartata per diversi e ovvi motivi, l’avvicinamento via terra al confine non lo ritenevo sicuro e alla fine tra lance e bus non so quanto avrei speso di meno, anche perche’ avrei dovuto pernottare da qualche parte ogni tanto… Altra soluzione che sembrava economica e sicura era quella di attendere una nave cargo che sarebbe partita il 12 da Cartagena, diverse agenzie mi avevano proposto questa soluzione, il problema, l’ho accennato anche in precedenza, e’ che non era sicura la partenza. Le diverse agenzie mi hanno dato tutte date di partenza diverse e non avevano la sicurezza di questa possibilita’ perche’ si trattava di una nuova tratta, Cartagena – Colon. E’ qui che alla mia domanda: ma e’ sicuro che parta? le signorine delle agenzie andavano in tilt, anche perche’ in sud america SICURO non e’ menzionato da nessuna parte… in questo caso ancora meno. Quindi l’attesa fino al 12 maggio nell’insicurezza di partire non mi piaceva. Rimane l’aereo! vero! ma avrei dovuto acquistare un biglietto rimborsabile per dimostrare che sarei uscito dallo stato di Panama. Cosa gia’ fatta per poter volare su Baranquilla in Colombia. Mica posso acquistare di continuo dei biglietti rimborsabili…
Il viaggio in barca e’ risultato cosi’ un ottima soluzione, ho potuto unire la necessita’ di passare il confine con la bellissima esperienza della barca a vela sul mar dei caraibi. Eravamo in 9 compreso il capitano Victor e il marinaio Ariel, entrambi argentini e grandi viaggiatori, finiti per qualche motivo a trasportare i turisti di qua e di la dal confine! La mia bici legata bene a fianco dell’albero. I primi due giorni sono stati di navigazione, siamo partiti alla sera da Cartagena con il panorama dei grattacieli illuminati che si riflettono sul mare come saluto alla Colombia. Fortuna il mare era abbastanza calmo, ma non essendoci abituato ci e’ voluto un po’ ad adattarmi. Il pomeriggio del secondo giorno abbiamo attraccato alla isola Cocobandero, gia’ nell’arcipelago delle isole San Blas. Bagno nelle acque limpide con maschera per fare snorkeling e un giretto in spiaggia. Le spiagge bianche e le palme come nei cataloghi delle agenzie di viaggio, mare calmo e aragoste per pranzo. il secondo giorno siamo passati all’isola di Cicime’, stesso paesaggio! Infine all’isola di Porvenir, dove una lancia ci ha trasportato sulla terra ferma ed una jeep ci ha portato a Panama city sotto i grattacieli. Ora sono di nuov pronto per pedalare, qualche giorno per organizzarmi e poi si parte…
canzone del giorno Peter Tosh I am that I am http://youtu.be/KLA3EVLb9mA

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