Decisioni importanti stanno alla base della lunga sosta a Lima. La centrale operativa ha lavorato a ritmo serrato in questi giorni, per ricavare il meglio da questa sosta.
Obbiettivo numero uno il cibo, in questi giorni mi sono dedicato a scoprire la cucina peruana tanto decantata. Oltre a riscoprire sapori piu’ semplici ma tanto desiderati come la pizza.. Ah la pizza! erano anni…. Sempre molto lontana da una pizza che si puo’ gustare in Italia, ma per togliermi dalla bocca i soliti sapori di caldo de galina (brodo/zuppa) e pollo con riso e patatine ho assaggiato di tutto!! Gelato!! il gelato ragazzi ho trovato una yogurteria che sopra allo yogurt gelato ti mette di tutto, mandorle tostate, frutta, cioccolato a pezzettii, biscottini, cereali e miele… Una festa insomma!!!
Ma torniamo alla cucina peruana che finalmente mi ha fatto scoprire le sue delizie, IL CEVICHE, un modo di cucinare il pesce come il sushi giapponese, ma da non confondere mi raccomando, qualcuno potrebbe offendersi. Ho assaggiato fettine di tonno crudo freschissimo in agrodolce, con una cremina che per finirla da buongustaio ho chiesto una mano di pane per fare la scarpetta. Ma non esiste il pane alla ceviceria, mi hanno portato la yucca fritta, un tubero simile alla patata, ma piu’ consistente, che si sposa benissimo con la crema, e tante altre delizie. Continuo la degustazione con il crudo crudo, una montagnola di cruderie che come ciliegina in cima aveva due meravigliosi pezzi di ricci di mare. Altro piatto frutti di mare giganti, alla parmigiana e molto ma molto più gustosi in agrodolce alla parilla con aglio e arancia gratinata sopra, tutto un po’ caramellato. Ho leccato le conchiglie per gustarmi tutto il sughino… Ovviamente tutto annaffiato da un ottimo vino bianco della regione di Ica.
Difficile gustare qualcosa di meglio dopo queste delizie.. così sono tornato ai piatti tradizionali e mi sono cucinato una buona e sempre apprezzata pastasciutta aprofittando per assaggiare un vino nuovo, il Tanat, uvaggio uruguayano, ma prodotto in argentina. Un vino che mi mancava tra quelli gia’ degustati in sud america. Ottimo rosso con un buon filetto cucinato in ostello e gustato in veranda.
Contemporaneamente al darmi da fare per riprendere i kili perduti sulle ande, ho anche deciso dove e come dirigermi. Ho prenotato un volo da Lima a Baranquilla Colombia. Volo di 2500km che mi fara’ sorvolare il nord del Peru, Ecuador e Colombia per arrivare direttamente sul mar dei caraibi. Km che via terra sarebbero stati almeno 3500.
So bene di lasciarmi alle spalle tante meraviglie, ma ho dovuto prendere una decisione per avvicinarmi un po’ piu’ al nord. Tanti “puristi”, che mi volevano vedere pedalare anche sulle acque, rimarranno delusi, ma ricordo loro che in sella ci sono io e come capitano decido la rotta che preferisco.
Ho gia’ impacchettato la bici pronto a volare…
Ciao ragazzi! Ciao peru’ con le tue ande tanto faticate e tanto amate…
Canzone del giorno, Iggy pop The passenger: http://youtu.be/m09q-JiG4no

Buona idea di far il gran salto, forse eccessiva quella di lasciarsi alle spalle tutta al Colombia paese bellisimo e di grandi scalatori, ma come si dice non si può aver la botte piena e la moglie ubriaca…
Ossequi alla Centrale Operativa,
AAA