Bye bye Frisco

case vittoriane e sullo sfondo lo sky line di San Francisco

San francisco… Com’e’ difficile uscire da questa città,una delle più  belle degli stati uniti, a misura d’uomo, una città molto europea  con ancora un centro storico, come dice il mio caro amico Attilio. Bellissime case vittoriane e una libera’ di pensiero e di movimento che credo poche città al mondo abbiano. Il Golden Gate bridge avvolto nella nebbia della baia e l’isola di alcatraz come custode, chiudono quello che e’ per me un bellissimo quadro. Per non parlare dei localini in little italy che suonano blues e jazz, l’eco della beat generation e’ forte se si entra nella City Lights Bookstore, la più famosa libreria di San Francisco e una delle più famose degli Stati Uniti. È ricordata come ritrovo della beat generation e di uno dei suoi maggiori interpreti ed esponenti, Jack Kerouac.(Vedi citazione in alto a destra del blog, tratta da “on the road”).
Inoltre e’ fisicamente difficile uscirne, quante foto ho scattato al golden gate mentre lo attraversavo, quante persone mi hanno chiesto da dove vieni, dove stai andando? Un fiorino!!! Addirittura una ragazza in bici mi ferma e mi fa appunto tutte queste domande rispondendo WOW ad ogni mia risposta, estrae un libro su Garibaldi dallo zaino mentre afferma che gli italiani sono dappertutto, ferma altri passanti dicendo loro: “Ehi! questo ragazzo viene dall’Argentina in bici, ha fatto undicimila kilometri” e’ più agitata di me, tra un po’ mi chiede di firmarle un autografo, ma si limita a farmi una foto…
Riesco a rimontare in sella e piano piano con il vento freddo che soffia dalla baya esco da questa veduta per riprendere quella delle scogliere sull’oceano e dei pascoli di erba ingiallita dal sole circondati da boschi di pini e di eucalipti. Arrivo a Olema dopo 64km.

Canzone del giorno: Eric Clapton-San Francisco bay blues

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