David

in strada

15-05 Santiago – San felix 122 km
16-05 San Felix – David 78 km

Dopo la tappa corta per arrivare a Santiago ho affrontato la distanza forzata per San Felix, come avevo detto perche’ non c’erano altri posti nel mezzo per fermarmi. Ho afforntato inoltre alcuni rilievi montuosi non molto alti, ma sotto questo sole si fanno sentire.. “Fortuna” si e’ messo a piovere e mi sono rinfrescato un po’…
Mi hanno detto oggi che e’ appena iniziato l’inverno, che equivale alla stagione delle piogge, insomma e’ come fare una doccia, calda…
Il paesaggio tutto intorno e’ molto verde e con le piogge e la nebbia in lontananza sembra di essere in un paese nord europeo… Il caldo mi riporta ai tropici…
Oggi il cielo si e’ schiarito e il sole e’ tornato a scaldare, ho esaurito in fretta la scorta d’acqua oltre alle bibite fresche che bevo regolarmente. La strada continua ad essere piena di su e giù ma meno impegnativi di ieri. David e’ una città grande, trovo di tutto, ci sono tutte le catene di fast food americane, ho l’imbarazzo della scelta…
Domani punto verso il confine costa ricano a circa 50 km da qui!

Canzone del giorno, ivano fossati panama: http://youtu.be/jV5q41kGbtY

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Santiago – stato di Panama

ponte sul canale di panama

14 maggio Santiago di Panama

Eccomi qua sono a 260 km da Panama, tre tappe dopo la sosta per passare il confine in barca. Sento l’affaticamento dovuto all’inattivita’…
12-05Panama – San Carlos 98 km
13- San Carlos – Aguadulce 102km
14- Aguadulce – Santiago 60km
Il clima è  sempre caldo e umido, a volte un po’ meno perchè il cielo rimane coperto e il sole scalda meno, ma in questo cacso l’umidita’ e’ maggiore.
Per uscire da Panama mi ci è voluto un po’ perchè le indicazioni del tipo dell’hotel non erano precisissime, così dopo aver messo il naso in qualche quartiere poco raccomandabile, due poliziotti mi hanno meso sulla retta via… La strada è stata abbastanza faticosa per via dei diversi su e giù, oltre ad un fondo non troppo curato ma è la panamericana ed è la strada migliore.  a lato del manto stradale la vegetazione è molto verde e si alternano pascoli e boscaglia. La gente saluta e sembra gentile, capita spesso di ascoltare musica a tutto volume proveniente da una casa o da un distributore di benzina, al che mi metto a muovere le braccia come se fossi in disco. La gente risponde con dei larghi sorrisi.
Domenica ho incontrato un folto gruppo di bikers in procinto di partire con la loro mtb per il giro settimanale. Mi fermo e scambio due chiacchere, sono tutti bianchi probabilmente nordamericani da queste parti per lavoro. Se ne vanno a fare un giro sulle montagne per i sentieri, nell’attesa gli racconto un po’ del mio viaggio. La domanda comune è stata come hai fatto a passare il Darien?
Domenica e oggi la strada è migliorata ha meno su e giu’ e scorre veloce, mi sono fermato qui dopo 60 km perchè dopo ce ne sono altri 100 senza riferimenti, meglio partire domani mattina bello fresco con l’idea di farmeli tutti…
canzone del giorno wolther goes stranger SOMEtimes http://vimeo.com/35522303
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Panama city

vista sui grattaciei di panama

Ciao Ragazzi! sono arrivato a Panama! L’attraversata in barca a vela e’ stata veramente una bellissima esperienza! Sicuramente un po’ cara! Ma e’ la soluzione migliore per passare il confine tra Colombia e Panama! Non tutti sapranno che il confine tra i due stati e’ impenetrabile via terra, a meno che non siate dei camicaze! La panamericana che percorre tutto il continente si interrompe da entrambi i lati e le piste che attraversano la giugla sono sconsigliatissime da tutti, oltre ad essere difficili e consigliano l’utilizzo di guide esperte! Il Darien, il territorio a cavallo tra i due confini e’ considerato terra di nessuno! Si possono fare incontri di militari, paramilitari e narcotrafficanti. Quindi oltre a non esserci strade, la compagnia non e’ delle migliori! Cosi’ ho cercato le alternative, direi che l’attraversata in barca a vela da Cartagena a Porvernir, che e’ un isola dell’arcipelago di San Blas, sia la soluzione con il rapporto migliore prezzo/sicurezza e a questo punto dopo averla fatta direi anche bellezza!! Le altre alternative? Vediamo… La soluzione camicaze l’ho scartata subito, cercare di passare via terra non mi e’ nemmeno passata per la mente! Mi suggerivano una soluzione piu’ economica, ma non so di quanto?! Era quella di avvicinarsi al confine via terra il piu’ possibile, e gia’ qui mi puzzava, arrivare ad una cittadina sulla costa, Turbo, e qui prendere una lancia che mi portasse sul confine a Supzurro. Da qui una lancia mi avrebbe portato a Puerto Obadia,nello stato di Panama, dove c’e’ anche un piccolo aeroporto che avrei potuto utilizzare per arrivare a panama, perche’ quella zona e’ cmq Darien, non c’e’ nulla e la compagnia nella giugla e’ sempre la stessa… Magari si poteva prendere altre lance per arrivare piu’ a ovest dove poter prendere un bus o un altro mezzo per arrivare piu’ vicino possibile a Panama city. Quindi anche questa soluzione l’ho scartata per diversi e ovvi motivi, l’avvicinamento via terra al confine non lo ritenevo sicuro e alla fine tra lance e bus non so quanto avrei speso di meno, anche perche’ avrei dovuto pernottare da qualche parte ogni tanto… Altra soluzione che sembrava economica e sicura era quella di attendere una nave cargo che sarebbe partita il 12 da Cartagena, diverse agenzie mi avevano proposto questa soluzione, il problema, l’ho accennato anche in precedenza, e’ che non era sicura la partenza. Le diverse agenzie mi hanno dato tutte date di partenza diverse e non avevano la sicurezza di questa possibilita’ perche’ si trattava di una nuova tratta, Cartagena – Colon. E’ qui che alla mia domanda: ma e’ sicuro che parta? le signorine delle agenzie andavano in tilt, anche perche’ in sud america SICURO non e’ menzionato da nessuna parte… in questo caso ancora meno. Quindi l’attesa fino al 12 maggio nell’insicurezza di partire non mi piaceva. Rimane l’aereo! vero! ma avrei dovuto acquistare un biglietto rimborsabile per dimostrare che sarei uscito dallo stato di Panama. Cosa gia’ fatta per poter volare su Baranquilla in Colombia. Mica posso acquistare di continuo dei biglietti rimborsabili…

Il viaggio in barca e’ risultato cosi’ un ottima soluzione, ho potuto unire la necessita’ di passare il confine con la bellissima esperienza della barca a vela sul mar dei caraibi. Eravamo in 9 compreso il capitano Victor e il marinaio Ariel, entrambi argentini e grandi viaggiatori, finiti per qualche motivo a trasportare i turisti di qua e di la dal confine! La mia bici legata bene a fianco dell’albero. I primi due giorni sono stati di navigazione, siamo partiti alla sera da Cartagena con il panorama dei grattacieli illuminati che si riflettono sul mare come saluto alla Colombia. Fortuna il mare era abbastanza calmo, ma non essendoci abituato ci e’ voluto un po’ ad adattarmi. Il pomeriggio del secondo giorno abbiamo attraccato alla isola Cocobandero, gia’ nell’arcipelago delle isole San Blas. Bagno nelle acque limpide con maschera per fare snorkeling e un giretto in spiaggia. Le spiagge bianche e le palme come nei cataloghi delle agenzie di viaggio, mare calmo e aragoste per pranzo. il secondo giorno siamo passati all’isola di Cicime’, stesso paesaggio! Infine all’isola di Porvenir, dove una lancia ci ha trasportato sulla terra ferma ed una jeep ci ha portato a Panama city sotto i grattacieli. Ora sono di nuov pronto per pedalare, qualche giorno per organizzarmi e poi si parte…

canzone del giorno Peter Tosh I am that I am http://youtu.be/KLA3EVLb9mA

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verso le isole san blas

cartagena

E’ giunto il momento di imbarcarsi per Panama! Una barca a vela capitanata da victor che in 5 giorni, 2 di navigazione e 3 di sosta alle isole di san blas mi porterà di là… Cosi unisco il passaggio di confine con un escursione e relax nel mare caraibico. Il prezzo e’ eccessivo e come in tutto il sud america ho dovuto tirare il prezzo per l’imbarco della bicicletta, ma e’ la soluzione migliore! C’e’ anche una fantasmagorica nave cargo che dovrebbe  portare passeggeri, ma e’ la prima volta che fa la tratta. Così mi è venuta spontanea la domanda:ma e’ sicuro che parta?  Domanda da non fare mai in sud america, “sicuro”? A questo punto metto tutti in crisi e la risposta e’ NO! Allora vai di barca a vela… Ma tenete presente che le mie ricerche sono state come quelle di asterix e obelix.
Cosi’ oggi, dopo essermi organizzato per il tour, sono riuscito finalmente a rilassarmi girando per le vie di cartagena nei vicoletti colorati e i terrazzini caratteristici! Veramente bella! Tra le piazze e i caffè a gustarmi il miglior caffè del mondo. Finche’ nessuno prova il contrario il caffè colombiano rimane il migliore… Cosi’ mi hanno detto, ma ci credo sia dall’aroma che dal gusto!!
Ci risentiamo dopo l’attraversata in barca!

canzone del giorno:

Fabrizio De Andre’:don Raffae http://youtu.be/yp_CvmOvLoQ

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Cartagena

cartagena plaza de aduana

02 maggio 2012 Baranquilla – Cartagena 127km

Prima di partire questa mattina so già di aver battuto un record! Si posso dirlo con sicurezza, senza ombra di dubbio detengo un record! E’ tutto registrato. Forse qualcuno sta già pensando a cosa e come?! 1000km su una ruota sola? No! 2000km in retro?! No! Sono stato il primo cliente italiano del The Meeting point hostel. Ho preceduto un ragazzo veneto di un paio di giorni. L’ostello dove ho soggiornato a Baranquilla, gestito da Gianni, ragazzo italiano e tutta la sua famiglia. Ho passato due giorni di relax con loro a riorganizzarmi la partenza facendo tesoro dei consigli di un grande viaggiatore che è il gestore. Grazie Gianni!!

Il clima caraibico mi ha messo subito alla prova, al mattino prima delle 7 mentre carico le borse sulla bici sono già bagnato di sudore. Perchè en le meia’ e cheld!! le l’umiditeee! (non è micca il caldo! è l’umidità!). L’umidità è altissima, il cielo e coperto da una foschia che sembra voglia piovere, magari!!! Il caldo e l’umidità quindi vanno via a bracetto e oggi devo dire che ho battuto anche il mio record personale di sudate e di bevute… Esco facilmente da Baranquilla e sono presto sulla strada che mi porta a Cartagena. Fortunatamente non è molto trafficata, è costeggiata dalla vegetazione piu’ o meno folta e a tratti ogni tanto vedo anche il mare. Le immagini piu’ belle sono date dagli uccelli, aironi e cigni che vedo spesso vicino ai corsi d’acqua. Il caldo è veramente forte, mi fermo spesso a bere qualcosa di fresco, l’appetito non arriva mangio solo qualche gelato e una banana, ma bevo bevo bevo! Fa un cheld!! (fa un caldo!). nell’ora piu’ calda sosto sotto l’ombra di un barettino. Bagno spesso la bandana per sopportare meglio il caldo. Arrivo finalmente nelle 17 cerco l’hostello e provo gia’ ad organizzarmi per prendere l’imbarcazione che mi porterà a Panama. niente di nuovo ma domani sapro’ di piu’!!

Canzone del giorno

Bob Marley one love:http://youtu.be/sonYFxHHvaM

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Barranquilla

pesca abbondante

Ecco fatto ragazzi dopo mille peripezie e 2500 km in aereo sono arrivato in colombia a baranquilla! Dico mille peripezie perche’ ho dovuto imballare la bici, ovviamente recuperare il cartone anche per tutte le borse. Poi non posso entrare in colombia se non sono in possesso di un biglietto per uscirne, aereo o bus che sia… Cosi’ ho dovuto comprare in aeroporto un biglietto rimborsabile per panama.
Bene! partito! prima tratta lima bogota’. Il volo e’ in ritardo perdo la coincidenza per baranquilla, fortunatamente la compagnia mi trova altro volo per il giorno sucessivo e un hotel dove dormire qualche ora.. Chiaramente a loro spese! Il giorno dopo finisco la tratta, tutto bene! Sono in colombia a baranquilla! Domani riparto in bici, l’ho gia’ rimontata scalpita che vuole ripartire..

Come canzone del giorno di oggi è d’obbligo un pezzo di shakira, visto che mi trovo nella sua città natale, Barranquilla. Shakira waka waka: http://youtu.be/Ntn1-SocNiY
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Lima down town

Lima – plaza de armas

22-28 aprile

Decisioni importanti stanno alla base della lunga sosta a Lima. La centrale operativa ha lavorato a ritmo serrato in questi giorni, per ricavare il meglio da questa sosta.
Obbiettivo numero uno il cibo, in questi giorni mi sono dedicato a scoprire la cucina peruana tanto decantata. Oltre a riscoprire sapori piu’ semplici ma tanto desiderati come la pizza.. Ah la pizza! erano anni…. Sempre molto lontana da una pizza che si puo’ gustare in Italia, ma per togliermi dalla bocca i soliti sapori di caldo de galina (brodo/zuppa) e pollo con  riso e patatine ho assaggiato di tutto!! Gelato!! il gelato ragazzi ho trovato una yogurteria che sopra allo yogurt gelato ti mette di tutto, mandorle tostate, frutta, cioccolato a pezzettii, biscottini, cereali e miele… Una festa insomma!!!
Ma torniamo alla cucina peruana che finalmente mi ha fatto scoprire le sue delizie, IL CEVICHE, un modo di cucinare il pesce come il sushi giapponese, ma da non confondere mi raccomando, qualcuno potrebbe offendersi. Ho assaggiato fettine di tonno crudo freschissimo in agrodolce, con una cremina che per finirla da buongustaio ho chiesto una mano di pane per fare la scarpetta. Ma non esiste il pane alla ceviceria, mi hanno portato la yucca fritta, un tubero simile alla patata, ma piu’ consistente, che si sposa benissimo con la crema, e tante altre delizie. Continuo la degustazione con il crudo crudo, una montagnola di cruderie che come ciliegina in cima aveva due meravigliosi pezzi di ricci di mare. Altro piatto frutti di mare giganti, alla parmigiana e molto ma molto più gustosi in agrodolce alla parilla con aglio e arancia gratinata sopra, tutto un po’ caramellato. Ho leccato le conchiglie per gustarmi tutto il sughino… Ovviamente tutto annaffiato da un ottimo vino bianco della regione di Ica.
Difficile gustare qualcosa di meglio dopo queste delizie.. così sono tornato ai piatti tradizionali e mi sono cucinato una buona e sempre apprezzata pastasciutta aprofittando per assaggiare un vino nuovo, il Tanat, uvaggio uruguayano, ma prodotto in argentina. Un vino che mi mancava tra quelli gia’ degustati in sud america. Ottimo rosso con un buon filetto cucinato in ostello e gustato in veranda.
Contemporaneamente al darmi da fare per riprendere i kili perduti sulle ande, ho anche deciso dove e come dirigermi. Ho prenotato un volo da Lima a Baranquilla Colombia. Volo di 2500km che mi fara’ sorvolare il nord del Peru, Ecuador e Colombia per arrivare direttamente sul mar dei caraibi. Km che via terra sarebbero stati almeno 3500.
So bene di lasciarmi alle spalle tante meraviglie, ma ho dovuto prendere una decisione per avvicinarmi un po’ piu’ al nord. Tanti “puristi”, che mi volevano vedere pedalare anche sulle acque, rimarranno delusi, ma ricordo loro che in sella ci sono io e come capitano decido la rotta che preferisco.
Ho gia’ impacchettato la bici pronto a volare…
Ciao ragazzi! Ciao peru’ con le tue ande tanto faticate  e tanto amate…
Canzone del giorno, Iggy pop The passenger: http://youtu.be/m09q-JiG4no
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Lima

finalmente a Lima ..di nuovo il pacifico

21 aprile

Oggi mi appresto a raggiungere Lima! Dalle ande al pacifico da 3200 m a ZERO!! Dormo un po’ più del solito perché non devo faticare più di tanto oggi! Mi copro per affontare la discesa, ma complice la bella giornata, mi fermo spesso a togliere indumenti, il clima migliora km dopo km! La strada e’ un serpentone che si srotola in mezzo alle montagne, incrociando continuamente il fiume e la ferrovia.  La valle subito e’ stretta, svettano pareti rocciose di fronte a me altissime, vado verso il mare ma ad ogni curva c’e’ di nuovo una montagna più alta! Ancora camion che, in una curva sotto il ponte della ferrovia, non passano in due, uno deve fare retro per cedere il passo! Vedo finalmente il treno! Tante rotaie ma mai un treno! Un treno merci passa lento il macchinista mi saluta.. Ah dimenticavo… niente sbarre ai passaggi a livello e men che meno semafori! Sta a guardar capello!! 60 km di discesa e mi fermo a mangiare un boccone; i prezzi sono già raddoppiati.. mi gusto una cerveza me la servono nel boccale! Ma quale diavoleria e’ questa!!!! Dopo più di un mese sulle ande certe cose non mi sembrano vere, non vedo nemmeno più le cholite e spuntano le MINIGONNE… Non mi sembra vero! … Centro in pieno un cane con la bici!!!!
Povero! Attraversava la strada con una famiglia, non era aggressivo, ma non era nemmeno della famiglia! A meta’ strada pensa di tornare indietro, non faccio in tempo a fermarmi, inchiodo, vado di striscio con la gomma dietro, ma non cado! Lui guaisce, ma va via trotterellando, io impreco cercando un fantasmagorico proprietario.. Tanto spavento ma nessun ferito e in più la bici non ne ha risentito! Via di nuovo! Sara’ difficile entrare a Lima con 5milioni di abitanti… Ok concentriamoci! basta guardare le donne…  90 km di discesa ed entro nella prima periferia che, come tale, e’ un po’ bruttina ma in realta’ ho visto di peggio! Sono in gara con i bus che mi sorpassano e mi tagliano la strada per inchiodare alla fermata appena avanti a me! Li mando con mucho gusto a quel paese, se contasse!? Smanaccio anche sulle lamiere del loro trabiccolo..ma alla fine impariamo a conoscerci perché ci sorpassiamo a vicenda…
100km e ristoro al McDonald!! Un miraggio, non mi sembra vero! Entro con tutta la bici! Se la lascio fuori non trovo più nemmeno l’ombra! Frappe’ al caffè con panna montata! un’ altra diavoleria!!! Erano mesi che non mi addivertivo cosi’ tanto!!! Fa caldo , il frappe e’ gelato e ci intingo anche un croissant, mmmmhh.. mi ricorda la sicilia granite e brioche… Finalmente qualcosa di diverso da brodo di gallina e pollo tanto pollo con montagne di patate in tutte le salse! Finalmente le mie papille gustative hanno libero sfogo!!
Ultima fatica devo trovare l’albergo, prima ancora il quartiere… 118km e dopo 5 ostelli trovo quello che fa per me: un bed & breakfast carino gestito da Dankan ragazzo inglese, tutto in ordine e pulito, anche la wifi funziona a manetta! Colazione inclusa! Libreria ricca di guide, videoteca, in uno dei quartieri residenziali piu’ ricchi di Lima e nelle vicinanze tutto quello che mi serve!
Bene, ecco impiantata la mia centrale operativa a Lima signori! Da qui si decidera’ il futuro del viaggio, dove, come e con quali mezzi!
canzone del giorno Heroes di David Bowie : http://youtu.be/tuxEDpPVWdo
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il Ticlio

8 metri sopra il tetto d’europa

20 aprile

il mio settimo 4000….
Mi sono avvicinato il piu’ possibile per avere meno km in vista del TICLIO o anche chiamato ABRA ANTICONA, il passo a 4818m slm, che mi separa ancora dalla lunga discesa verso Lima.
Mi mancano quindi circa 34 km (calcolati con la cartina non chiesti ai peruani) per arrivare in cima. La vera salita inizia dopo una decina di km, la strada e’ trafficata ci sono molti camion e pulman. La zona è anche ricca di miniere e quindi mezzi pesanti.
Quando comincio a intravedere le cime innevate la voglia di arrivare aumenta cerco di capire quale e dove sara’ il passo sotto quale cima? Mi fermo a fare diverse foto, qualche volta la sosta e’ forzata perche’ sono rincorso dai cani e devo brandire excalibur, ne ho colpiti un paio veramente rabbiosi negli ultimi giorni, mi e’ fin dispiaciuto, ma penso soddisfatto che i miei polpacci sono ancora integri!!! Per fortuna la giornata è bella, a tratti spunta anche il sole, con la pioggia sarebbe stato piu’ difficile. Manca poco a mezzogiorno e sono in cima, non ci credo! Mi è parso cosi’ facile, sara’ che ormai ci sono abituato all’altezza e a queste salite. In realta’ la salita era dolce non troppo pendente, ma 4818m sono sempre un bel numero!!! Ho guardato un po’ in basso e proprio li a pochi metri.. il monte bianco!! che strano essere arrivati in bici all’altezza di quello che è la nostra montagna per eccellenza, il tetto d’europa!
E con questo ho raggiunto 7 passi pedalati a quota over 4000!! Adesso Spiagge!!!!
Mi preparo per la discesa mi copro bene e giu’! supero due o tre camion che pesanti devono andare pianino se vogliono arrivare in fondo con i freni… Dopo una ventina di km mi fermo per un caffe caliente ho le mani infreddolite e anche i piedi, meglio non esagerare. Riprendo fino a San Mateo con 72km di tappa, meno di 100 a Lima.
Canzone del giorno: Rita Pavone sul cucuzzolo  http://youtu.be/K7p8q5Hpbbk
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La Oroya

la Oroya centro metallurgico capitale dell'inquinamento

18 -19 aprile

Dopo huancayo mi sto dirigendo verso Lima la strada e’ buona non c’e’ molta salita, qualche saliscendi leggero, ma mi permette di fare della strada velocemente. Devo fare attenzione ai paesi che incontro perche’ non so dove potro trovare da dormire e rischio di dover affrontare ancora 50 km nel pomeriggio per trovarne uno. Cosi’ chiedo in continuazione, ma qui in sud america si puo’ chiedere mille volte e la risposta sara’ mille volte diversa. cosi’ chiedo molto e non credo a nessuno poi se trovo da dormire faccio i miei calcoli se posso aver fatto la mia giornata.
Cosi’ da huancayo mi fermo a llocllapampas a 71 km per oggi puo’ bastare, pero’ invece di tanti ostelli che avrei dovuto trovare, c’e’ solo quello della municipalitad che lascia molto a desiderare ma c’e’ solo questo!! Va be’ teniamolo buono! Mi infastidisce che me lo fanno pagare per uno buono, invece e’ sporco freddo e non ha acqua calda.

Al mattino del 19 aspetto a partire perche’ piove a dirotto, fortuna non dura molto alle 7 riesco a uscire. La strada continua come ieri senza troppe fatiche, sono sospettoso perche’ prima o poi dovro’ salire, non vorrei trovarmela tutta in una volta. Arrivo a La Oroya centro metallurgico enorme chiuso da 3 anni per l’eccessivo inquinamento. mi hanno avvertito di fare attenzione perche’ i lavoratori rimasti senza lavoro manifestano e chiudono la strada, ma chiedendo piu’ volte mi confermano che la strada e’ aperta e si passa. trovo solo poliziotti in tenuta antisommossa che girano per la citta’.
Mi hanno detto che questo centro scaricava tutti i rifiuti nel rio mantaro e un signore dice che in 20 anni non aveva mai visto una trota, ora si! dopo 3 anni di chiusura della ditta!!!
Passo la citta’ per fare qualche km in piu’ e averne meno domani. Mi fermo a 70km anche oggi!
Domani sveglia presto, testa bassa e pedalare…

canzone del giorno, Queen: don’t stop me now  http://youtu.be/GSADxMocaHs

Ciao ragazzi!!

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