29 agosto 2012
Questa sera cambio locale vado da Tim! Sono di nuovo in attesa di un altro traghetto, che mi portera’ finalmente in Alaska, domani mattina, prestino.. salpo per Juneau, la capitale, ma non è la mia meta, mi manca l’ultimo tratto per Haines che faro’ il primo di settembre.
Dopodiche’ solo mille km mi separano da Fairbanks. L’ultimo tratto di questo grande viaggio, ma ancora molto impegnativo per quanto riguarda strade, montagne, distanze e sopratutto il clima.
Credo ormai che le grandi distanze tra un “rifugio” e l’altro non siano più una difficoltà, anche se sicuramente sarà appesantita dal probabile clima freddo e piovoso. Approfitto del traghetto per sfogliare cartine e depliant, sono certo che rimarro’ incantato da questi luoghi, lo sono già! Il viaggio fin qui con la BC Ferries è stato comodo e rilassante oltre che spettacolare, la navigazione nell’inside passage, il tratto di mare navigabile che si snoda tra la miriade di isole, ricoperte di pini fino a pelo d’acqua, golfi e insenature di questa costa avvolta dalla nebbia. Che pero’ fa intravedere cime ancora innevate e cascate che si tuffano direttamente nell’oceano. In questa meraviglia della natura mentre mi perdo con lo sguardo tra le isole sbuca a salutare una balena, si proprio una balena che avvisa con lo sbuffo e poi saluta con la coda mentre si inabissa. Sbuca saltuariamente anche qualche salmone, mentre dalle case dei fari qualcuno esce a salutare, un idrovolante atterrà ed un elicottero trasporta qualcosa appeso ad una fune. Difficile avvicinarsi a questi posti in modo diverso da questo. La vicinanza alle isole è tale che sembra di essere su di un pulman invece che una nave…
Sono in pochi a dirigersi a nord in questo periodo, il traghetto è povero di passeggeri, riesco comunque ad attirare l’attenzione di qualcuno, mentre lego la bici nella stiva, un vicino motociclista mi chiede dove vado, così racconto e salta fuori che a gennaio partira’ per lo stesso viaggio proprio da Ushuaia. Questo è un viaggio di prova per testare il materiale e la moto, nuova di pacca, gli suggerisco di lasciarla sporca in sud america, da meno nell’occhio…
Durante il tragitto piove molto e all’arrivo anche, mentre mi preparo ad uscire dal traghetto mi si avvicina Fritz chiedendomi come sono organizzato. Campeggio dico io, ho comperato anche un telo in più per sicurezza… Mi risponde che ha sbagliato prenotazione all’hostello e ha preso due letti invece che uno, e posso essere suo ospite. Dopo avermi assicurato che non è gay accetto volentieri anche se prima propongo di contribuire alla spesa, risponde che non ci sono problemi, probabilmente un giorno lui avra’ bisogno dello stesso favore e spera che qualcun’altro fara’ lo stesso gesto con lui, ed è così che il mondo dovrebbe funzionare, dice…
Devo dire che non potevo essere più fortunato, ne aprofitto subito per fare asciugare la tenda nello scantinato dell’ostello, è rimasta un po’ umidina dalla pioggia di Port Hardy, doccia formato cascate del niagara, due chiacchiere con Fritz e finalmente dopo piu’ di un mese metto le ossa su di un letto caldo e pulito!! L’indomani non posso non offrire la colazione al buon sammaritano, che allo spuntare del primo sole monta in sella alla sua moto pronto per nuove incredibili avventure… Gli incontri non sono finiti, mentre esco dal caffè incontro un tipo dall’aspetto del lupo di mare, che mi chiede dove vado, racconto e se ne esce che è stato in italia diverse volte a fare gare in bici, vicino Pisa e a Bassano del grappa. Mi racconta del Canadese che ha vinto il giro d’italia, lo conosce è di Victoria Vancouver Island. Anche lui è viaggio, in nave da Vancouver a Tuktoyaktuk, sta portando con un rimorchiatore diverso materiarle. Gli chiedo dov’è? risponde artico.. come? dove? si si trova sul mare artico sulla costa nord dei Territori del Nord Ovest-Canada. Mi pare interessante anche se dev’essere un lavoro duro con il freddo che incontra, risponde che il mio è un lavoro duro e per lui è l’ultimo viaggio prima dell’inverno poi tornera’ in primavera.
Ho davanti a me tutta la giornata e una notte in attesa del traghetto, dopo essermi messo in tasca il biglietto faccio un po’ di spesa per riempirmi la pancia poi decido di fare manutenzione alla bicicletta, ha bisogno di essere pulita e lubrificata, trovo una gas station con tutto quello che mi serve e il sole viene a darmi una mano. Altre mille occasioni di incontro, questa volta arrivano gli italiani a salutarmi, scopro che Prince Rupert ospita una colonia di calabresi. Siamo dappertutto che spettacolo!
Canzone del giorno dedicata a tutti gli italiani nel mondo: Luciano Pavarotti – O’ sole mio

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