Animali pericolosi in Australia… altro che serpenti!!

Vedo un canguro saltellare attraversando la strada in silenzio, sembrava avesse le pantofole per non fare rumore. uno strano silenzio avvolge il momento, è quasi irreale. Sto attraversando una zona di vigneti in campagna.’Fluw fluw’ sento all’improvviso, un battito d’ali e tac qualcosa mi ha toccato il casco, mi fermo, mi giro, un paio di uccelli volteggiano sopra la mia testa, la prima cosa che mi viene in mente, e glielo dico anche, “aspettate che sia stramazzato a terra prima di cibarvi del mio cadavere… ”
Tornano sul loro ramo, li guardo, mi guardano… continuiamo…
Qualche giorno dopo mi ricapita la stessa cosa sempre in un momento di silenzio, di tranquillità assoluta… “fluw fluw… tac”
Sono uccelli bianchi e neri assomigliano alla nostra gazza, un po’ più sgraziati più simili al corvo come fattezza. Immagino per la somiglianza, di avere qualcosa di luccicante sul casco che li attrae, cominciano ad essere insistenti magari non arrivano a toccarmi
Il casco ma volteggiano su di me anche in due o tre alla volta e a turno provano l’attacco.
Cavolo ma cosa sta succedendo?! Mi sembra di essere nel film “Uccelli” di Hitchcock!
Mi fermo in un ufficio informazioni e tra le varie parlo anche delle gazze “magpies” una ragazza mi risponde che devo pedalare più forte, mentre si lascia andare ad una risata, non sono svelto a risponderle, vorrei dirle di andare a quel paese…
Mi metto alla ricerca di informazioni su internet e sbuca la gazza Australiana, è tutto ben descritto, durante la nidificazione che va da agosto a novembre, questi uccelli diventano iperprotettivi, chiunque si avvicina a piedi a cavallo in moto o in bici viene ritenuto un potenziale nemico. È bene indossare sempre il casco ed eventualmente decorarlo con finti occhi 👀 sul retro e qualcosa come antenne. La gazza tende a colpire alle spalle teme lo sguardo per quello che consigliano di mettere finti occhi sul retro, ma mi è capitato anche che mi attaccassero diretti al viso partendo da una staccionata a lato della strada.
Gnessa un chencher!!!
Più volte mi sono espresso nei loro confronti con questo francesismo.
Ovviamente il primo pericolo è che si perda l’equilibrio e nel frattempo arrivi un road train che ti scambia per un canguro ubriaco e faccia frittelle con il tuo profilo migliore. Certo una beccata in faccia o altrove o una stretta tra gli artigli sicuramente non sono un toccasana…
È una situazione alquanto stressante tenere d’occhio ogni uccello che prende il volo, ogni fischio e ogni battito d’ali che si sente.. e vedersi una gazza puntare dritto al tuo viso consapevole che lo fa per proteggere il territorio non per una briciola di pane, è una situazione impegnativa…
Pian piano arrivano le conferme degli altri ciclisti, quando vedono il mio casco con le antenne capiscono al volo e mi dicono che è un ottima idea, alcuni pedalando in gruppo non hanno avuto problemi, altri ancora con la bandierina che sventola forse hanno creato un diversivo, alcuni mi dicono di aver visto caschi pieni di buchi, racconti di podisti finiti all’ospedale per una beccata di troppo… chissà!?
Il passo tra realtà e leggenda è sottile, per quanto riguarda la mia esperienza avrei voluto farle volentieri in salmì o in umido con la polenta… ma è anche un animale protetto to mo…

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